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Perché è importante il contratto scritto

Perché è importante il contratto scritto

Se ti vedi sfuggire una commessa da 2 milioni di dollari per aver dimenticato di sottoscrivere un contratto, cosa si può fare? Nulla, purtroppo. Se accade qualcosa del genere, non si può mettere una pezza e agire a posteriori. Quella commessa è irrimediabilmente persa. Non sto parlando di un caso ipotetico, ma di una vicenda reale, una grande impresa italiana che ha partecipato al bando per un appalto qui negli Emirati con tutte le carte in regola per vincerlo e che invece all’ultimo momento non se l’è visto aggiudicare per mancanza di una firma su un contratto.

Come può accadere una cosa simile? Accade perché non si dà alcuna importanza alla regolamentazione dell’attività aziendale attraverso la predisposizione di contratti corretti e accurati. E questo ho notato che è consuetudine sia in Italia che qui negli Emirati. In ambito nazionale e internazionale l’atteggiamento è quello di agire solo nel momento in cui si verifica un problema. Solo allora il pensiero che assale l’Imprenditore è: “forse avrei potuto pensarci prima”. Fino a quel momento l’approccio molto probabilmente è stato:

  • utilizzo un contratto presente in azienda da tempo immemore che va bene in qualunque caso;
  • metto insieme clausole estrapolate da contratti diversi;
  • scarico dal web un modello di contratto senza preoccuparmi nemmeno di rielaborarlo.

Nella peggiore delle ipotesi, il contratto non esiste affatto.  E quando un cliente viene da me perché ha fatto una di queste tre (o quattro) cose, si trova generalmente in seria difficoltà perché i problemi che si sono creati hanno compromesso l’operatività e l’efficienza aziendale, con ovvi riflessi negativi sulla competitività e i profitti. Per esempio, se non regolamento il rapporto con un fornitore a cui ho affidato la produzione di un bene o l’espletamento di un servizio, in caso di ritardi, sospensioni, inefficienze o mancanze nella fornitura del bene o servizio dovrò affrontare dei costi straordinari, come:

  • i costi connessi all’investimento di tempo e risorse aziendali per cercare di risolvere bonariamente il problema — telefonate, email, riunioni con la controparte;
  • i costi dei consulenti esterni per risolvere tecnicamente il problema — avvocati, commercialisti etc.;
  • i “costi personali”, legati cioè agli affetti familiari che risentono delle preoccupazioni che l’Imprenditore giocoforza è indotto a portarsi a casa.

Considerando che una società genera decine, centinaia o migliaia di relazioni commerciali, l’Imprenditore, se non si preoccupa di regolamentarle tutte attraverso un contratto ad hoc predisposto da un professionista qualificato, può vedere moltiplicati i suoi problemi e imprevisti e ritrovarsi sommerso in un ginepraio di conflitti. Parlo quindi di tutto quanto è connesso ad una attività aziendale: dai contratti di locazione, ai contratti di leasing o noleggio, ai contratti con i fornitori, con i clienti, ai contratti per appalti e sub-appalti.

Un professionista qualificato è in grado di predisporre un contratto su misura, che sia solido negli elementi essenziali che lo compongono, ossia:

  • le parti contrattuali: non si tratta di riempire gli spazi vuoti di un prestampato inserendo la ragione sociale, l’indirizzo e la partita Iva, ma di identificare correttamente il soggetto che rappresenta la parte e di verificare i poteri del rappresentante;
  • l’oggetto del contratto: qui è necessario fare un distinguo tra due sistemi giuridici diversi, quello di common law e quello di civil law. Nel primo caso le due parti negoziano attraverso un contratto che è autonomo e autosufficiente, ossia le sue disposizioni non sono soggette ad integrazioni da parte di codici. Al contrario, nei paesi di civil law, come quello italiano, il contratto che stipulo è automaticamente integrato dalle norme del codice civile, che possono essere derogabili o inderogabili. Se inserisco nel mio contratto una clausola inderogabile, cioè contraria alla legge, sarà dichiarata nulla e sostituita dalla norma di legge. Determinare correttamente l’oggetto del contratto è fondamentale perché determina a sua volta le disposizioni di legge che sono applicabili;
  • le obbligazioni delle parti: in questo caso può essere fondamentale esplicitare e regolamentare non solo la prestazione principale ma anche quelle accessorie, stabilendo quindi il loro valore economico e se sono comprese o meno nel corrispettivo generale del contratto.

Questi sono solo alcuni dei punti che è estremamente importante disciplinare in un contratto. Ma ne esistono molti altri, di varia natura e complessità che vanno di volta in volta affrontati per mettere a punto un contratto ad hoc e idoneo a evitare il più possibile conflitti tra le parti contrattuali.

Il contratto ha un valore economico? Decisamente sì, ma purtroppo in ambito aziendale la sua percezione è debole e, ahimè, l’avvocato è spesso visto solo come un costo aggiuntivo. Si preferisce investire nella risoluzione dei problemi commerciali, piuttosto che nella loro prevenzione.

Eppure basterebbe applicare un semplice detto che, se è vero nella vita quotidiana, lo è anche di più in ambito aziendale : “prevenire è meglio che curare”.

 

Per avere un’idea ancora più completa dell’argomento, leggi il prossimo post.

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