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Perché è importante il contratto scritto (parte seconda)

Perché è importante il contratto scritto (parte seconda)

Nell’ultimo post ho trattato di questo argomento – l’importanza del contratto scritto – che potrebbe sembrare scontato, ma che al contrario è un tema che merita di essere messo in evidenza. E infatti ho deciso di approfondirlo ulteriormente in questo secondo articolo. Se nel primo post, ho affrontato la questione spiegando perché è importante dotarsi sempre di contratti accurati e corretti, qui citerò qualche caso reale di clienti con cui ho avuto a che fare – per fortuna loro! – preventivamente alla loro firma su un contratto.

Partiamo dal real estate, il settore immobiliare. Le persone che decidono di investire negli Emirati, e specialmente a Dubai, in una proprietà immobiliare sono moltissime. E i developer – i costruttori – ne sono ben consapevoli, tanto da costruire a ritmo serrato progetti sempre più incredibili e lussuosi. Solo per fare un esempio, per l’acquisto di una proprietà in un resort di lusso galleggiante ricevo la richiesta di verificare il contratto di compravendita. Le “insidie” erano più d’una, nascoste in un contratto interminabile di 60 pagine, così formulato proprio con l’obiettivo di confondere l’acquirente.

Per prima cosa, saltava subito all’occhio che la mia cliente stava per comprare non una proprietà immobiliare, bensì una cabina su una nave. Questo resort, infatti, è a conti fatti una nave galleggiante e, tramite un uso scaltro delle parole, l’ambiguità è presto fatta. Non solo. Il developer prometteva un 100% di ritorno sull’investimento; in realtà da qualche parte nel mezzo delle 60 pagine si specificavano le vere percentuali che erano il 4% il primo anno, il 5% il secondo, fino ad arrivare ad un massimo del 12%.

Ma la clausola più incredibile era quella relativa al pagamento. La mia cliente avrebbe dovuto corrispondere il 20% del prezzo entro 30 giorni dalla firma del contratto, ma avrebbe ricevuto dal developer la proposta di contratto da esaminare solo successivamente, entro 60 giorni! Ovviamente in questo periodo di tempo, la mia cliente era tenuta a versare le quote successive. Inoltre, le si proponeva la possibilità di pagare tutto in anticipo usufruendo di uno sconto del 10% senza però avere alcuna idea della posizione della proprietà – della cabina! – che avrebbe acquistato: se interna, esterna, se a poppa o a prua, se in alto o in basso. In poche parole, un vero e proprio acquisto al buio per una somma non proprio irrilevante. Ma vi è di più: se la cliente non avesse accettato di sottoscrivere il contratto avrebbe perso l’acconto (del 20%) a titolo di penale!

Gli investimenti immobiliari negli Emirati, infatti, sono per lo più investimenti a sei zeri. Vi porto un altro esempio. Mi viene sottoposto un altro contratto di compravendita per l’acquisto di una proprietà immobiliare in un edificio che sarà costruito di fronte al Burj Khalifa di Dubai per una somma pari a 1 milione di €. Nel consueto contratto da 60 pagine si trova una clausola che stabilisce addirittura che il developer ha la facoltà di trasferire i fondi ricevuti dall’investitore in un qualunque altro progetto di sua competenza. In pratica, io credo di stare acquistando un immobile a Dubai e invece mi ritrovo proprietario di qualcosa che non ho deciso in una parte del mondo che non ho deciso. Fortunatamente, questo mio cliente mi ha sottoposto il contratto preventivamente e così ho potuto contestare la clausola e farla rimuovere.

Purtroppo invece accade molto spesso che chi vuole investire, preso dalla frenesia che nel bene o nel male trasmette questo Paese e dalle promesse di guadagno che vengono millantate, firma senza rendersi minimamente conto in che cosa si sta imbarcando.

Nel prossimo post, mi soffermerò su qualche esempio in ambito business.

Se vi occorre un consulto su questo argomento, contattatemi.

 

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