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Perché rivolgersi ad un avvocato a Dubai per avviare un’attività di business?

Perché rivolgersi ad un avvocato a Dubai per avviare un’attività di business?

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Partiamo da una situazione tipo. Un imprenditore italiano attivo nel settore food intende aprirsi al mercato di Dubai, perché, dopo un viaggio nell’Emirato e nell’ottica del prossimo Expo 2020, si è reso conto che Dubai offre numerose opportunità. A questo punto cosa può fare per farsi assistere nell’operazione? Può rivolgersi:

  1. ai suoi attuali commercialista o avvocato italiani;
  2. alle istituzioni italiane presenti a Dubai, come la Camera di Commercio italiana negli Emirati e l’ICE;
  3. ad un professionista, italiano e non, già presente e attivo negli Emirati.

 

La prima soluzione può essere tranquillizzante, in quanto i due professionisti italiani già godono della fiducia dell’imprenditore; tuttavia, non essendo presumibilmente esperti di Dubai o in generale degli Emirati, dovranno reperire le necessarie informazioni sulla normativa locale, ma reperirle da lontano non è la stessa cosa che averle sperimentate professionalmente sul posto.

La seconda soluzione mette l’imprenditore nelle mani di istituzioni pubbliche, che hanno esperienza diretta del mercato ma che offrono per lo più un servizio esplorativo e di orientamento, e non tanto di assistenza al set up (per quanto un ottimo servizio, nel caso specifico delle due istituzioni a Dubai, che conosco personalmente).

Quello che io consiglio è il punto 3, e nello specifico consiglierei al nostro imprenditore di rivolgersi ad un professionista serio nel campo legale. Prima di spiegarvi il motivo, però, torniamo al nostro imprenditore del settore food e ipotizziamo che anch’egli si sia rivolto ad un avvocato (o ad un commercialista o ad un business advisor), ma purtroppo non ad uno serio. Cosa potrebbe succedere? Dalla mia esperienza vedo tre scenari:

  • all’imprenditore viene chiesto un compenso altissimo, fino anche a 100.000€, a fronte della promessa di entrare facilmente e senza troppi sforzi nel mercato emiratino;
  • non viene condotto un esame critico dell’idea di business esposta dall’imprenditore che metta in luce i pro e i contro;
  • non viene condotto un esame critico nemmeno sulla situazione di partenza dell’imprenditore: qual è il fatturato? la specialità del prodotto? il target di clientela di riferimento? etc

 

Mi è capitato di sentire esperienze di questo tipo, quando l’imprenditore bussava poi alla mia porta dopo essere incappato in qualche guaio.

Quindi perché rivolgersi ad un legale? Quando un imprenditore italiano si rivolge a me, spesso mi espone la sua idea e a partire da quell’idea costruisco un investimento, che ha ripercussioni sia dal punto di vista giuridico che dal punto di vista fiscale. E’ l’aspetto legale su cui l’imprenditore ha più bisogno di supporto, poiché sugli aspetti fiscali ha spesso già ricevuto qualche indicazione dal proprio commercialista in Italia. Il più delle volte sono informazioni incomplete ma, una volta costruito l’investimento, fa parte della mia consulenza anche definire gli aspetti fiscali, individuando tra il mio network il commercialista giusto qui a Dubai e mettendolo in comunicazione con l’imprenditore. La consulenza però da cui partire per l’internazionalizzazione di impresa è bene sia legale, considerato che l’investitore italiano sarà tenuto a stipulare una serie di contratti con il partner locale che dovranno essere o redatti o controllati da un avvocato, che possa rappresentarlo e dargli una maggiore sicurezza.

L’esperienza di un legale può spesso avere rilevanza anche nelle primissime fasi dell’operazione. Mi è capitato spesso di ricevere imprenditori che mi esponevano la loro idea di business, il più delle volte un’idea non strutturata, un po’ fai da te. Al termine del primo incontro, quell’idea si era trasformata in qualcosa d’altro, perché parlando con me e il mio team ci si era insieme resi conto che l’impostazione iniziale era errata, che non era inserita all’interno di un quadro d’insieme o che non teneva conto dei possibili riflessi che un’iniziativa imprenditoriale negli Emirati può avere su altri mercati del Golfo.

Un professionista serio la cui mission è quella di accompagnare e sostenere l’imprenditore lungo il suo percorso di insediamento nel territorio emiratino svolge un preciso ruolo fase per fase che si sostanzia in:

  1. ascolta le indicazioni e le esigenze dell’imprenditore, ne fa un esame preliminare e le rielabora in forma operativa, indicando la soluzione più efficace per entrare nel mercato (strategy planning);
  2. mette in contatto l’imprenditore con i diversi professionisti necessari a coprire ogni ambito dell’operazione, non solo quello fiscale, come detto sopra, ma per esempio anche quello relativo allo studio di mercato e al business plan (solution design);
  3. esamina e adatta il business plan, qualora l’imprenditore lo abbia elaborato autonomamente, alla luce di costi o spese di cui non era consapevole;
  4. consiglia in tema di governance;
  5. ottiene la licenza, predispone i contratti commerciali;
  6. fa follow up, ossia si assicura che quello che sta facendo l’imprenditore sul territorio sia nel pieno rispetto della normativa locale.

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